I racconti di Giutas

I racconti di Giutas

è una piacevole parentesi per alleggerire il peso delle giornate, un modo simpatico di fare una piccola pausa.

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Chi è Giutas?

Giutas è uno dei miei più storici seguaci che si diverte moltissimo a scrivere racconti di fantasia ma anche di fatti realmente accaduti, la sua grande passione nei miei confronti lo spinge molto spesso a rendermi protagonista nelle sue storie, a me piace chiamarlo “Vecchio Porco” perchè Giutas non è un giovanotto, è un saggio con tante esperienze di vita e anche questo lo rende spregiudicatamente Maiale, così come lo sono anch’io.

Giutas si definisce così:

Amici lettori, sono Giutas il romanziere porco, nato a Genova e trasferitomi nelle Marche ho 66anni mi sono definito porco perchè fin dalla più tenera età come potevo mi toccavo e sbirciavo sotto le gonne delle donne, dai 15 anni ho iniziato a leggere libri erotici e pornografici.Come mi è nata la passione per questo genere di lettura? Per caso. Era una domenica pomeriggio e gironzolavo per i caruggi per comprare sigarette, e … guardare le bagasce,che al mio passaggio mi chiamavano e cercavano di invogliarmi ad andare con loro. La voglia c’era, i soldi no, quindi proseguivo. Poco dopo mi imbattei in una bancarella piena li libri, notai subito che alcuni erano particolari, li sfogliai, il contenuto non lasciava equivoci erano libri pornografici. Ne acquistai 4 in formato tascabile e presi la via di casa.
A quel tempo avevamo, assieme ad altri due amici, una baracca nel giardino di una signora, che tenevamo come rifugio, dove nascondevamo sigarette, sigari e pipe, lì portai anche i romanzi, e lì in compagnia degli amici ci segavamo leggendoli e fumando. Da allora ho sempre letto letteratura erotica e adesso provo a scrivere qualcosa io nella speranza che vi piaccia.

 

Per chi volesse scrivermi: giutas53@gmail.com


 
GIUTAS VIENE A TROVARMI
 
Pronto… ciao Elsa, sono Giutas, cosa stai facendo, bella Troiona?

Oh   ciao Giutas, niente di particolare, sto prendendo un caffè
Che ne dici se salgo così lo prendiamo insieme
Perchè no, c’è il Bidello con me
Mi apre il Bidello, tenendosi però nascosto dalla porta, il perchè mi è chiaro appena entro, sono nudi.
Sorpresa…. ti piace come ti abbiamo accolto? Non potevo aspettarmi di meglio, Elsa mi dà un caloroso bacio, io la stringo, la mano sinistra ad accarezzare il culo, la destra a coltello, vado con l’indice al perineo e il pollice alla figa. Certo che sei una Gran Maiala. mi hai bagnato tutto il pollice, ma dimmi un po, ma il bidello, è da poco che lo ha tirato fuori, mi pare ci sia ancora la sua sborra,  non ti sei lavata mi sa.
Devi indovinare, per farlo, mi giro al Bidello e gli e lo prendo in mano e sì cari miei porcelli ti ha proprio chiavata, ci sono tracce inequivocaboli di sborra fresca, ma non posso fare a meno di smanettarlo.
Beh ma tu guardalo questo come lo mena, basta dai prendiamo il caffè.
In cucina sorbiamo il caffè, il Bidello è rimasto a cazzo duro.
Elsa si agita, lo sapevo cosa mi fa il caffè, che vuoi che ti faccia le dico.
Mi stimola l’intestino ed adesso devo cagare, tu Giutas intanto spogliati. Elsa si massaggia la pancia, io sono nudo in un attimo.
Svelti seguitemi mie porci, non ne posso più.
La seguiamo in bagno, si mette a pecorina, ci guarda, da sopra la spalla, si lecca le labbra si apre le chiappe, in un attimo emette stronzi consistenti, una corposa massa fecale. Io dico vieni qua Bidello, vedere questa Porca che caga mi ha fatto arrapare, vieni seghiamoci l’un l’altro, poi quando questa Porca ha finito la faccio sedere sul bidet e gli lavo il culo. Io ho già cagato stamattina e tu? Se ancora non l’hai fatto, vedi di spicciarti che mi è venuta un’altra idea.
Cosa sarebbe questa idea mi dice Elsa, sedendosi sul bidet e aprendo l’acqua mi invita a lavarla.
Sublime mia Troia, adesso ti lavo bene il culo e poi ce ne andiamo in camera da letto e facciamo un bel trenino. Io inculo il bidello e la Porcona mi incula con lo strap on.
Ma sai che sei un vero porco mi apostrofa la Troia e questo è solo l’inizio le dico.
Elsa, prendi la crema e ungimi bene, mi piace che mi si allarghi un po anche prima
Tranquillo Giutas, tu rilassati prendi dei bei respiri che a te ci penso io.
Presa una gran quantità di gel mi lubrifica, introduce un dito ed inizia il dentro e fuori, ecco anche tu sei pronto, adesso lubrifico e indosso lo strap e poi sarai mio.
E così è, mi prende per i fianchi e mi incula, piano piano prendiamo il ritmo, il culo del Bidello è bollente geme di godimento
Elsa è al settimo cielo.
Oh … che bello…. che trenino che abbiamo fatto, peccato che non ho riempito di latte lo strap. così strizzandolo simulavo la sborrata
Io invece sborro…
Troppo eccitante il trenino e troppo caldo il culo del Bidello che non resisto oltre, una copiosa sborrata fuoriesce, sono tre getti consecutivi, il primo più forte e consistente, a seguire gli altri due più deboli.
Mi accascio sulle spalle del Bidello esausto, nel movimento lo strap mi fuoriesce dal culo. Elsa rimane così in piedi, lo strap in mano.
Dopo un po ci sciogliamo dall’abbraccio e ci sdraiamo, Elsa sale in ginocchio sul letto e si avvicina a me con lo strap in mano.
Tieni Giutas prendi questo cazzone in mano e segami, io lo impugno e mimo una sega, dai che voglio godere dice lei, allora togliti lo strap, e mettiti sopra di me a smorcia candela, così io ti scopo ed il bidello ti incula.
Oh sì dai porci maiali, andate con la doppia.
Dai Troia, monta a cavallo, prendi il cazzo e mettitelo dentro, oh sì non ne posso più lo voglio, e si impala, svelto il bidello le va dietro, una leccata al culo che lei gradisce sempre, una lubrificata al cazzo e al buco del culo e.. zac d’un colpo è dentro.
Fermo adesso bidello voglio sentire i cazzi dentro di me senza che vi muoviate, che bello essere piena di voi, io e il bidello ci sentiamo il cazzo reciprocamente attraverso la parete che divide culo e figa.
Dopo un po Elsa dà il via
Forza bidello inizia ad andare dentro e fuori.
Allora quando tu spingi  e mi entri nel culo io mi abbasso e prendo tutto il cazzo di Giutas in figa e viceversa ok.
Dai allora forza porci dateci dentro, di lì a poco prendiamo il ritmo, duriamo abbastanza, ma il bidello che ancora non era venuto,  se na viene prima di me

 

 

 



IL NUOVO LAVORO

La luce del giorno, filtrando attraverso le tapparelle mi sveglia, guardo l’ora sono le
sette, oggi per me è una giornata importante, ho appuntamento per una riunione con
degli investitori intenzionati a rilevare un agriturismo, io andrei a fare la cuoca,
speriamo vada tutto bene.
Mi preparo, vestendomi elegantemente, il trucco poco accentuato e senza mutande, quando
ecco suonare il telefono è il bidello, buongiorno mi dice, mia bella, passata bene la notte
abbastanza rispondo io, un po emozionata per via della riunione, io dice lui non molto ho il cazzo
che mi tira da matti, ed io,e allora segati porco perchè stamattina non possiamo fare niente, sono
già in ritardo e sai quanto tengo a quel posto, beh ma almeno un caffè al solito bar, tanto ti è
di strada dove devi andare, no dai non posso far tardi, ma quanto ci vorrà mai per un caffè, e
va bene gli dico, ma non ti fare venire in testa sconcerie, ti conosco, quando sei infoiato non capisci
più niente pensi solo alla figa e a come farcirla con un’abbondante sborrata, che io d’altronde non disdegno mai, chiusa la telefonata esco di casa, salgo in macchina e raggiungo il bar, il bidello
è già lì che mi attende, ciao porcone gli dico e lui, oggi hai proprio un aspetto da Troia, ed il
solo vederti mi fa indurire il cazzo, sei sempre il solito tu, vieni sediamoci che non ho molto
tempo, non voglio arrivare in ritardo. Scegliamo, come al solito un tavolo defilato e vicino alla toilette, ordinati i caffè, ci vengono prontamente serviti da una graziosa cameriera con delle
labbra carnose la quale mi scruta con interesse, il bidello la guarda con occhi vogliosi, poi
sorseggia il suo caffè, piano si toglie una scarpa e appoggiandosi allo schienale della sedia
porta le dita del piede in mezzo alle mie cosce e cerca di aprirmele per arrivare a toccarmi
la figa, fermo pazzo ma che fai ti avevo detto che non avremmo fatto niente, oh sii continua
mi stai facendo bagnare, porco.. dai maiale continua.. vieni andiamo alla toilette mi dice
oh maiale lo sai che quando mi ecciti non resisto ma… la riunione…. non posso ritardare….
taci Troia e seguimi vedrai che bella scorpacciata ti faccio fare. Si alza mi prende per mano
e quasi mi trascina alla toilette. La cameriera ci guarda, dapprima con occhi interrogativi
poi il suo volto si illumina di un sorrisino ammiccante, ricambiato anche da noi, sicuramente
ha capito cosa andremo a fare. Tranquilli, faccio la guardia io, entrati il bidello mi stringe a sé
e mi bacia con un lingua in bocca avido, mi ciuccia la lingua come se fosse un cazzo, io gemo
sempre di più, maiale…. porco.. dai accarezzami le tette, le cosce, il culo fai quello che vuoi
ma fammi godere, ah sì.. Troia… adesso ci penso io a te, mi palpa dappertutto, mi tira fuori
le tette e me le impasta, le stringe, mi prende tra l’indice e il pollice i capezzoli e me li rigira
già eccitati, si induriscono ancora di più, poi mi fa tirare su la gonna e mi siede sulla tazza del
water,lui tira fuori il cazzo ormai duro come il marmo, scappellato, il glande, leggermente
umido sulla fessura e prendendoselo in mano mi schiaffeggia il viso. Tieni lurida Troia, lo
vedi come me l’hai fatto intostare, adesso da qui uscirai solo quando mi avrai fatto godere
lo sai che le toilette mi eccitano particolarmente eh Troia.. oh si sono eccitata anch’io, ho la
figa che è un lago…. toccamela…. sentila…. certo che te la tocco ma non solo alzati e abbassa il coperchio e girati, ma che vuoi fare eh porco.. ti ho detto che ho poco tempo, zitta girati e mettiti a pecora con le mani appoggiate al water inizierò inculandoti ben bene, con le dita mi allarga
le chiappe, una bella sputata al buco del culo ed un’altra alla cappella eh toh.. prendi oh! oh! che
bello.. che godimento, piano però, almeno all’inizio piano.. ti prego. Ma che piano e piano se
hai il culo sfondato. E riprende il dentro e fuori, io gemo di godimento, dopo alcuni minuti
dico al bidello fermati e toglimi il cazzo dal culo che devo pisciare, ma neanche per sogno le
risponde il bidello se vuoi pisciare lo farai mentre ti inculo, anzi falla..e piscia sul pavimento.
Ma sei pazzo, cosa dirà chi entrerà dopo di noi, non te ne deve importare piscia per terra e basta
poi magari chiamiamo la cameriera a pulire. Lei non potendo più trattenerla lascia partire dalla figa un violento e rumoroso zampillo ah.. finalmente mi libero non ne potevo più, neanche il bidello non
si può più trattenere e tolto il cazzo dal culo la fa inginocchiare e dal suo cazzo partono bordate di sborra che la colpiscono in bocca, sui capelli,qualche goccia sul vestito. No, no porco e adesso come mi presento alla riunione… in queste condizioni.
Taci, prendi gli asciugamani e pulisciti alla meglio, sei o non sei la Troia.
Sì sono la Troia risponde lei, e allora per una Troia è un vanto che si senta che odora di piscio e sborra poi escono entrambi dalla toilette, il bidello si rivolge alla cameriera,le lascia una lauta mancia, e le chiede di pulire e i due lasciano il locale.
Una volta fuori la Troia è furiosa nei confronti del bidello, ma non può fare nulla, ormai il vestito è sporco e non ha tempo per cambiarlo, si recherà così all’incontro, sale in macchina e va.
La riunione è cominciata, entra nel salone e i presenti la guardano stupiti, li vede che annusano l’aria come cani da caccia,sentono uno strano odore, Elsa capisce che non può più tacere, deve giustificare il suo stato: signori spero vogliate scusarmi per lo stato in cui mi sono presentata, ma venendo qui, qualche, permettetemi l’espressione, figlio di puttana ha buttato dal balcone, un
non identificato liquido che mi ha lordata. Beh direi, disse uno di loro, che il liquido di cui parlate signora Elsa sia ben identificabile con il nome di pipì, insomma signora puzzate come una latrina, diede ordine affinchè fossero aperte le finestre per arieggiare il locale.
Dunque Signora Elsa, voi ambite al ruolo di cuoca per l’agriturismo, abbiamo esaminato il vostro curriculum e constatato che è eccellente, ma quello che ci ha incuriosito di più è dove scrivete cene e/o pranzi esclusivi e molto riservati cosa intendete con ciò?
Egregi signori, intendo che l’agriturismo, abbia oltre un salone in cui si svolga la normale attività di ristorazione, alcune zone con stanze riservate ad una clientela di epicurei, porci dediti ai piaceri della carne, tanto per intenderci, avete in mente la cena di Trimalcione, descritta nel Satirycon?
Ecco tipo così.
Allora camerieri e cameriere, innanzitutto giovani, dai 18 ai 22 anni, i maschi a quell’età sborrano
più volte di seguito, ed è importante, serviranno i commensali seminudi di modo che, siano alla loro mercè per ogni eventuale voglia sessuale venga a loro in mente di perpetrare durante i pasti
Interessante, interessante signora Elsa, geniale idea, le conferiamo l’incarico di cuoca e quello di organizzare il tutto. E adesso vogliate deliziarci con un succulento pompino ad ognuno, inginocchiatevi e iniziate a ciucciare, dobbiamo constatare la vostra bravura.
Ho profuso tutto il mio impegno nello spompinarli fino a farmi sborrare in bocca da ognuno,
inutile dire che mi hanno assunta.


CI FACCIAMO GUARDARE

Non me lo sarei mai aspettata quell’invito a cena da Susy e Mario, una simpaticissima coppia di coniugi che abbiamo conosciuto solo un mese fa in un bar della città in quanto ci avevano contattato affinchè publicassimo, sul nostro sito delle loro foto. La cena ci disse Susy, l’avevano programmata da tempo con altre tre coppie di amici e sarebbero stati felici se ci fossimo uniti anche noi.
Per l’incontro del Sabato decido di mettermi un abito lungo con un bel decoltè e spacco al centro, sotto ovviamente… nulla, completo con scarpe con tacco alto così da essere discreta e sexi allo stesso tempo
Arriviamo da Susy e Mario, una bellissima casa in campagna, entrati veniamo presentati alle altre coppie, una in particolare quella composta da Ada e Gino, entrambi molto belli, lei una donna alta, con un magnifico seno, messo in evidenza dal profondo decoltè, suo marito, un imprenditore del luogo, elegante, alto, avevano calamitato i nostri sguardi. Ada accortasi di come la guardavo mi disse, ehi ma ti piaccio così tanto? Beh in tutta onestà sì. Grazie cara e presami tra le braccia mi attrasse a sè e facendomi aderire al suo corpo mi baciò lievemente, sciolteci dall’abbraccio non posso non osservare anche le altre signore, il loro abbigliamento, parimenti a quello di Ada è decisamente audace, anche più del mio tant’è che ad ogni passo scoprono, parti dei loro corpi che, mostrano con estrema naturalezza e non chalance, c’è però…. uno strano fermento nell’aria, chiacchierando entriamo in un ampio salone dove su un tavolo imbandito ci sono svariati antipasti ed alcuni secchielli con all’interno champagne, di marca, Mario stappa la prima bottiglia e versa nei flute, fatto il primo brindisi, ci squadriamo, gli sguardi indagatori, percorrono i corpi, le espressioni diventano maliziose…Le donne mi si avvicinano e con la scusa di complimentarsi per il vestito mi cingono ai fianchi, Sandra prendendomi le mani fra le sue mi dice ma come sei bella, cara e mi fa allargare le braccia e poi me le richiude avvicinando il suo corpo abbracciandomi… Grazie, dico io, staccandomi, ma anche voi siete splendide nelle vostre mise, Cinzia mi abbraccia anche lei in modo caloroso, sono molto contenta che ti piaciamo penso che trascorreremo una piacevolissima serata, senza alcun dubbio rispondo e lanciando l’esca metto le labbra un pò in fuori come a lanciare un bacio, Cinzia a quel gesto rispode tirando fuori la lingua e leccandosi il labbro superiore. Gli uomini, accortisi di questi movimenti chiacchierando allungano le mani verso le consorti in modo discreto. Prevedo una serata molto particolare….. inizio a sentire un fremito in corpo…….un certo umidore in mezzo alle cosce….
Noi, ripresi io, siamo una coppia a cui piace… stare in allegra compagnia e divertirci sotto tutti i punti di vista, come noi d’altronde rispose Sandra. Susy e Mario ci invitano quindi a prendere posto, loro due siedono entrambi a capo tavola, il bidello siede alla sinistra di Susy, io alla sinistra del bidello, di fronte al bidello Ada con accanto il marito e via via gli altri.
Data la posizione in cui si trovava il bidello, il suo sguardo si trovava sulle tette di Ada, la quale dopo un pò gli disse, ehi ma anche a te piacciono così tanto le mie tette? Oh… sì sono meravigliose. E sono certa che le vorresti vedere non è vero? Oh sì le disse il bidello sarebbe bellissimo, e allora tieni
guardale e con naturalezza introdusse la mano destra nel vestito e tirò fuori la tetta sinistra, poi con la mano sinistra tirò fuori la tetta destra, dopodichè si prese entrambi i capezzoli fra i diti pollice e indice iniziando a frullarli, seguiti da piccoli tiramenti che li fecero indurire, con la lingua si leccava le labbra, era molto eccitante in quello che faceva, il marito le cinse il collo con il braccio destro e scostandola lievemente dal tavolo le diede una piccola ciucciata al capezzoplo destro facendola gemere di piacere
Il bidello iniziando ad eccitarsi prese a toccarmi le cosce, anche per gli altri succedeva la stessa cosa vedevo che portavano le mani sotto il tavolo, mettendole fra le cosce delle mogli facilitati dai vestiti che indossavano. Stasera amici, esordisce Susy, interrompendo così quei maneggi, abbiamo come ospiti questa nuova e bella coppia, a cui dedichiamo un applauso di incoraggiamento, alle parole seguì il battimani degli altri.
Mah, non capisco incoraggiamento di cosa dissi rivolta a Susy e lei capirai..capirai tra poco.
Dunque, disse Susy, come ti dicevo prima, cara Elsa, da noi vige una regola e cioè la prima volta che una nuova coppia viene invitata da noi, a questo tipo di cene, si deve esibire ai nostri occhi facendo l’amore. Oh..va bene dissi, vi faremo vedere di cosa siamo capaci. Ma … non vedo… dove possiamo metterci, per diciamo esibirci, non vi preoccupate, sorpresa.. e schiacciato un pulsante, quello che sembrava un muro si aprì, tutti estasiati le bocche aperte per lo stupore, nessuno si aspettava niente di simile.
Nel nuovo locale troneggiava un gran letto rotondo
ecco il vostro posto, lì vi esibirete, come potete vedere, il locale è particolare, ai lati ci sono dei cessi, che non sono messi per caso, a tutti noi piace farla mentre altri ci guardano nessuno si offenderà, inoltre il letto è girevole, vi vogliamo vedere bene da ogni angolazione. Ormai il riserbo iniziale era caduto si ride e si scherza, si inizia con battutine e frasi con doppi sensi.
Io e il bidello eccitati da quell’insolito contesto saliamo sul letto e con naturalezza iniziamo ad abbracciarci, le sue mani iniziano a accarezzarmi, io faccio altrettanto con lui, nel frattempo Susy azionando il telecomando fa girare il letto, ci baciamo, prendo in bocca la lingua del bidello e la ciuccio come fosse un cazzo lui intrufola le mani
sotto il vestito a toccarmi le tette, all’inizio mi sentivo stranamente imbarazzata, imbarazzo che svanisce presto guardando gli altri e i loro sguardi di approvazione. Mario disse, amici, un momento di attenzione prego, nel mentre che noi continueremo a cenare, il bidello ed Elsa ci delizieranno con un live show della prima volta, un fragoroso applauso scaturì spontaneo, noi però non potremo partecipare attivamente, saremo solo degli spettatori vedremo se solo guardandoli riusciranno ad eccitarci fino a farci godere senza toccarci. E’ come una tortura però disse Sandra, pregustavo già di leccare qualche figa, leccare un cazzo, o altre prelibatezze beh.. pazienza vorrà dire che mi adeguerò alla regola della serata.
Piano piano intanto io e il bidello fummo nudi, mi sputai sul palmo della mano e preso in mano il suo cazzo, ormai barzotto, cominciai a segarlo lentamente, piano piano prese vigore alchè gli appoggiai le mani sulle sue chiappe attirandolo a me e mi presi il cazzo in bocca lo spompinavo e segavo accarezzandogli nel contempo i coglioni, piano piano prendeva vigore, nel frattempo decidevo di infilargli il dito indice nel culo, trattamento a lui molto gradito. Ah sìì… brava.. continua, a quelle parole… zac, un secondo dito raggiunse il primo lui mi incitava.. dai.. muovi le dita, oh.. sììì.. che bello io presi a fare avanti e indietro sempre più svelta, I commensali ci incitavano… bravi .. dai Elsa incula sto porco mi esortava Susy. Il suo cazzo nel frattempo raggiunse il massimo turgore, un cazzo veramente imponente, degno della parola cazzo. Ed ecco a voi, dissi togliendomelo dalla bocca, il poderoso cazzo del bidello 27 cm di lunghezza per 5 di circonferenza. Tutti rimasero stupiti, Ada rivolgendosi a Cinzia, ma hai visto cara che roba, da far venire i brividi, non so Elsa come fa a prendere sì tanto cazzo, pensa rispose Cinzia che mi ha detto che lo prende anche nel culo
Tutte la signore muovevano stranamente i loro culi sulle sedie, come se avessero qualcosa dentro….. sensazione di averlo in figa? In culo?
Io intanto infervorata da ciò che dicevano lo smanettavo con maggior vigore quando mi dice fermati Elsa voglio far vedere alle signore il mio tarello eccitato e pronto per inculartiii Ho voglia di infilarti il cazzo nel culo, oh sì che bello.. che bello… dai mettimelo tutto dentro e sbattimi come solo tu sai fare e voi guardatemi bene come lo accolgo tutto. Mi pare impossibile che puoi ricevere una simile nerchia, disse Ada, neppure io che ho un culo più che sfondato, riuscirei a prenderlo tutto dentro. Dici Ada le dissi, e allora guarda e stupisciti tu e tutti gli altri e detto ciò mi misi a pecorina, il bidello mi fu subito dietro e con la lingua iniziò a lapparmi il culo, indurì la lingua e l’introdusse nell’orifizio, nel frattempo il mio sfintere iniziava ad aprirsi e spingevo come se dovessi svuotarmi, a gemere di piacere oh…oh.. sììì… continua che bello amore oh .. siii mettimi tutta la lingua nel culo sì aprimelo bene con la lingua prima di metterci il cazzo. Il bidello era anche lui eccitato al massimo e si dava un gran da fare con la lingua, adesso mi pare che te l’ho preparato al punto giusto. Sì ma fai piano mi raccomando gli dissi, non ti preoccupare non è la prima volta che ti entro dentro tranquilla so come devo fare e lubrificatosi la cappella con la saliva me lo appuntò al buco e flop, con una spinta introdusse prima la cappella fermandosi per farmi abituare, quindi abbrancandomi bene ai fianchi, dette una ulteriore spinta e lo introdusse fino ai coglioni. Iniziò, dapprima piano il dentro e fuori, aumentando a mano a mano la velocità, io che ero piena di aria ed altro, avevo il culo che eruttava alla grande quando il bidello mi pompava ed estraeva con energia il cazzo dal mio buco del culo…magari dicendo che quasi mi vergognavo di questo ma vedevo che sia le donne che gli uomini erano fortemente eccitati e per tanto non mi facevo più nessun tipo di problema….mi sentivo la svergognata di quando sono col bidello, il che è tutto dire non mi trattenni più.
Gli uomini, avevano tirato fuori i loro cazzi, le palle gonfie e le donne, scosciate avevano la figa intrisa di umori, sia gli uni che le altre ci incitavano a proseguire.
Sì dai… dateci dentro disse Ada, ci avete eccitati al massimo mi pare che siamo quasi tutti pronti, siete veramente dei porci e le nostre fighe non ne possono più… oh sì.. che goduria..ci siamo.. quasi.. fra poco.. … e perchè noi disse Mario, anche noi stiamo per raggiungere il climax, e senza esserci masturbati ma ci hanno eccitati e non poco i nostri nuovi ospiti beh ma neanche noi ci siamo masturbate, ma Elsa ed il bidello sono talmente eccitanti che tra poco godremo.. anche noi.. ma no non è tra poco..è oraaa…per me.. godooo iniziò Ada che squirtò per prima seguita a ruota dalle altre
nel salone si udivano ora solo rantoli di godimento, anche gli uomini godettero uno dopo l’altro ed anch’essi senza toccarsi.
Che goduta pazzesca, disse Cinzia, non pensavo che sarei riuscita addirittura a squirtare senza toccarmi,
Tutti a quel punto, anche per il troppo champagne bevuto, sentivano lo stimolo impellente di pisciare,
mi sa che dobbiamo farla tutti disse Ada allora propongo di farla in un modo singolare. Tutti nudi e
visto che ci sono diversi water propongo di fare una pisciata collettiva nel seguente modo, noi donne ci sediamo normalmente sui water, i nostri uomini, in piedi, ognuno davanti alla sua donna ed al via uno scroscio collettivo, quello di noi donne nel water, quello degli uomini sui nostri corpi.
L’idea fu approvata da tutti e presa posizione al via dato da Susy, si sentì un unico scroscio, fra le risate di tutti.


 

UNA DOMENICA AL CINEMA

Erano le 13,45 di una domenica di fine Aprile o inizio Maggio del 1968, avevo allora 15 anni, quando, come di consueto, uscii di casa per recarmi da solo al cinema, il primo posto dove mi fermai era una baracca in un giardino in cui nascondevamo io ed altri amici sigarette e fiammiferi io nascondevo pipa e tabacco, preso l’occorrente per fumare mi recai al cinema, andavo presto appena apriva perchè volevo sempre occupare il solito posto in galleria, un posto da cui ero poco visibile per fumare. La galleria era composta da un piano inclinato con tutta una serie di file di sedili degradanti dall’alto in basso e due ali laterali una a destra e una a sinistra con due file di sedili, ma non erano appaiati sullo stesso piano ma quello di sinistra era uno scalino più basso di quello di destra, ed il primo posto a sinistra era quello che occupavo ogni domenica, anche perchè aveva il muro a sinistra molto largo e vi potevo appoggiate la pipa e il sacchetto del tabacco.
Poco prima che si spegnessero le luci si sedette alla mia destra sul sedile più in alto del mio una donna, avrà avuto circa 40 anni, io non ci feci caso, lei si rivolse a me con un sorriso smagliante dicendomi sta attento che la pipa ti può cadere, io risposi no no è largo il muretto non cade nel frattempo si spensero le luci non feci più caso alla signora e iniziai a caricare la pipa, poi la riposi nel sacchetto del tabacco e mi concentrai nella visione del film, dopo un po vidi la gamba destra della signora in direzione del mio viso, lì per lì non ci feci caso più di tanto, poi realizzai che si era girata verso di me si era tolta la scarpa e aveva accavallato la gamba destra sulla sinistra ecco perchè la vedevo rivolta verso il mio viso, non percepii però che di tanto in tanto poggiava la pianta del piede sulla mia coscia. Dopo un po allungai la mano destra e l’appoggiai sullo schienale del sedile davanti così facendo mi trovai con il braccio in contatto della sua gamba, mi aspettavo un rimbrotto da parte sua invece niente, allora preso coraggio con il dorso dell’indice e medio appaiati iniziai timidamente a farli scorrere su e giù sulla tibia, lei niente, non si ritraeva e non protestava, alchè preso coraggio con tutto il palmo della mano destra iniziai ad accarezzarle il polpaccio con molta delicatezza iniziai un su e giù dalla caviglia al ginocchio, il mio cazzo era da tempo duro e glielo feci sentire, presa la gamba con le mani mi portai il piede sul cazzo strofinandolo sopra un paio di volte e poi lo lasciai, riprendendo ad accarezzare il polpaccio, questa volta salii con la mano verso la coscia e ridiscesi per poi risalire ed oltrepassai la fine della calza, sentii il reggicalze, quella volta non c’erano i collant , tutte le donne usavano reggicalze, la carne della coscia era calda, la pelle liscia, ero in paradiso, salendo arrivai alle mutandine e iniziai a far scorrere le dita su e giù, lei apriva e chiudeva le cosce in continuazione imprigionando a tratti la mia mano, dopo un po mi disse tiralo fuori, io in un baleno eseguii lei allungò la mano sinistra alla ricerca del mio cazzo, io gliela presi fra le mie e la guidai ad impugnarlo, lei una volta che lo ebbe in mano iniziò a segarmi.
Quella sega mi è rimasta impressa, per la tecnica di esecuzione.
Impugnato il cazzo, non faceva dei su e giù con lo stesso ritmo ma alternava tre quattro su e giù veloci ad altrettanti su e giù lenti specialmente nella fase di risalita andando con il prepuzio a ricoprire la cappella richiudendola completamente, io nel frattempo dalle mutandine ero arrivato a toccarle la pancia e a giocare con l’ombelico per poi ridiscendere con il palmo a toccarle la figa da sopra le mutande, per poi accarezzarle le coscia, nel frattempo lei continuava a segarmi ed arrivai al punto che dovevo sborrare, mi presi il cazzo in mano e mi finii indirizzandolo a terra, dopo una ventina di secondi me lo riprese in mano iniziando una nuova sega, mentre io infilata la mano dalla parte bassa delle mutande arrivai a toccarle la figa, era la prima volta che toccavo il pelo di una donna, lei intanto si sbottonò la camicetta e con la mano destra estrasse la tetta sinistra dicendomi dalle un bacino, io mi allungai dal sedile e raggiunsi famelico il seno iniziai a succhiarlo ma dopo poco mi interruppe. Fermati che ci possono vedere, accarezzami le cosce e toccami mentre ti continuo a segare e così facemmo, lei ripreso il cazzo in mano iniziò il su e giù particolare ma si dovette interrompere, ed io mettermi il cazzo a posto perchè era finito il primo tempo, lei a luci accese mi fece uno smagliante sorriso, la osservai bene, non era quella che si dice una gran figa ma carina, capelli a caschetto, camicetta, gonna a metà cosce, un rossetto rosso intenso, io la guardai estasiato per tutto il tempo dell’intervallo. Di lì a poco iniziò il secondo tempo, lei si scoprì ancora di più le cosce ed allungò la mano verso il mio cazzo dicendomi dai tiralo fuori e così feci.
Ripreso il mio cazzo in mano continuò la sega da dove l’aveva interrotta, neanche a dirlo che con 3- 4 su e giù era un’altra volta duro, io portai la mano sulla coscia e salii dal bordo delle mutandine a toccarle la figa, andavo su e giù sulla fessura che si inumidiva sempre più, io non capivo niente del perchè era sempre più viscida, ma era bello, lei continuava ad aprire e chiudere le gambe imprigionandomi la mano fra di esse e fremeva e gemeva, salii ancora con la mano e le carezzai la tetta destra, tettine piccole, ma con un capezzolo pronunciato, ad un certo punto si prese in mano la tetta sinistra e mi disse, dagli un bacino, io mi allungai sul sedile fino a raggiungere con la bocca la tetta, iniziai piano a baciarla, lei mi disse ciucciamela bene, prendi in bocca il capezzolo, io obbedii immediatamente ed iniziai a ciucciare, bravo il mio bambino, come ciuccia bene la tetta della sua mamma, a quelle parole mi eccitai di più e presi a ciucciare con più foga dandole al contempo leggeri morsi, lei mugolava , mordendosi il labbro inferiore, io fra la tetta in bocca e la mano a contatto della sua figa bagnata non ne potevo più, stavo di nuovo per sborrare, mi presi il cazzo in mano ed indirizzandolo a terra sborrai.
Passò sì e no un minuto, che lei riallungò il braccio sinistro alla ricerca del cazzo, io prontamente le presi la mano fra le mie e la portai a prendermelo nuovamente in mano iniziò a segarmelo di nuovo ed io infilai la mano sinistra nuovamente sotto la sua gonna risalendo a palparle le cosce oltrepassai le calze e introdussi sotto le mutante le dita, toccavo ed accarezzavo nuovamente il pelo della figa
la fessura già umida si apriva allo spingere delle dita verso di essa, due dita erano dentro, iniziai a farle entrare ed uscire, lei gemeva ed apriva e chiudeva in continuazione le cosce, intanto continuava a segarmi, ma quando chiudeva le gambe si fermava ricoprendomi la cappella col prepuzio, si girò dalla mia parte e mi disse interrompendo la sega, sollevati che ti voglio dare un bacio, io mi sporsi, lei appoggiò le sue labbra sulle mie e mi forzò con la lingua ad aprire la bocca, era il mio primo bacio, la sua lingua iniziò a duellare con la mia, io ero immobile, imbambolato, quando si staccò ripresi fiato e lei riprese a segarmi, quel bacio mi aveva portato a godere dopo pochi su e gù glòi e lo tolsi dalla mano e indirizzata la cappella a terra sborrai.
Nel frattempo un uomo si era seduto sul sedile avanti al suo e dopo un po accortosi del trambusto si voltava a guardare, lei allora mi disse domenica prossima ci sei? Io risposi sì vengo tutte le domeniche, allora ci vediamo qui, mi diede un bacio e se ne andò.
Andai tutte le domeniche al cinema, ma, non venne più.

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